Chiesa Museo di San Mamiliano

Si tratta della chiesa più antica di Sovana, risalente infatti al VI secolo fu la prima sede vescovile della diocesi. La costruzione della Chiesa è del periodo paleocristiano, edificata su un preesistente edificio di epoca etrusco-romana.

In seguito al trasferimento della sede vescovile al Duomo dei Santi Pietro e Paolo, la chiesa di San Mamiliano venne progressivamente abbandonata.

La chiesa situata in Piazza del Pretorio era ad unica navata e dotata di tre altari (uno dedicato a San Mamiliano). Il muro perimetrale posto a nord, sulla parte inferiore, presenta grandi blocchi lapidei e la cripta colonnata con capitelli di reimpiego. Questa tecnica architettonica si può considerare come il nucleo più antico risalente all’epoca paleocristiana, epoca di evangelizzazione di Sovana grazie appunto al monaco Mamiliano (V sec. d.C.).

Dal 2004 grazie alla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici (la chiesa era ormai un edificio privato usato da una famiglia del posto come pollaio/magazzino) sono stati avviati una serie di lavori di restauro e recupero della Chiesa che dal 2012 è divenuta museo.

In questo museo è presente una sezione dedicata alle ceramiche longobarde provenienti dalle tombe della Villa Biagiola di Sovana e una serie di interessanti reperti provenienti dal Museo del Medioevo e del Rinascimento nella Fortezza Orsini di Sorano, oltre al celeberrimo “Tesoro di Sovana”.

Il Tesoro di Sovana

Nel 2004 sempre durante alcuni scavi effettuati nel sottosuolo della Chiesa di San Mamiliano fu fatta una scoperta eccezionale. Sotto il pavimento vennero riconosciute alcune sepolture di età rinascimentale e più in profondità alcuni resti di un edificio termale di epoca romana.

Ma la cosa più bella fu trovata ancora più in basso dove venne alla luce un recipiente contenente 498 monete d’oro. Si trattava di soldi aurei del V secolo, coniati sotto Leone I e Antemio, provenienti per la quasi totalità dalla zecca di Costantinopoli.

Alcuni studiosi sostengono che questo tesoro sia quello citato da Alexandre Dumas nel romanzo “Il Conte di Montecristo”, ovvero il famoso “Tesoro di Montecristo”. Leggende narrano infatti che sull’isola di Montecristo, proprio nel monastero dedicato San Mamiliano vi fosse un tesoro nascosto mai ritrovato, questo perché (siamo nel campo della leggenda) si trovava proprio nella Chiesa di Sovana e non sull’isola dell’arcipelago toscano.

Oggi parte del tesoro si trova in questo museo, parte nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze.  Tralasciando le leggende nel 2019 purtroppo alcuni pezzi del tesoro sono stati rubati dal museo di San Mamiliano (ben 65 monete) le restanti sono sempre divise tra Sovana e Firenze.

Orario museo

-Tutti i giorni 10:00-13:00/19:00, chiuso il mercoledì

Biglietti

-Intero 2,00