Parco archeologico città del tufo

Il Parco archeologico Città del Tufo è composto a sua volta da tre aree d’interesse dislocate sul territorio comunale di Sorano: la necropoli etrusca di Sovana, l’Insediamento rupestre di San Rocco e l’Insediamento rupestre di Vitozza, oltre al Museo di San Mamiliano (a Sovana) e al Museo Civico Archeologico Fortezza Orsini (a Sorano).

La parte che interessa Sovana è situata a pochi chilometri oltre il paese per la strada che collega il borgo a San Martino sul Fiora. Qui si trova tutta l’area della Necropoli, un patrimonio storico di inestimabile valore composto da tombe e misteriose vie cave.

La prima parte della necropoli si estende per circa un chilometro e mezzo e presenta una fila quasi ininterrotta di tombe a dado e a semidado.

Tra queste spiccano alcune monumentali tombe a fronte colonnata e a edicola con frontone decorato: a Poggio Prisca (tomba Pola e tomba dei Demoni alati); a Poggio Felceto (tomba Ildebranda); a Poggio Stanziale (tomba del Tifone).

La tomba Ildebranda (III-II secolo a.C.) è probabilmente la più famosa di tutta la Necropoli. Completamente scavata nel tufo si presenta come un tempio monumentale con porticato a sei colonne. La camera funeraria, nella quale è stata intagliata una sola banchina di deposizione per i defunti, è raggiungibile attraverso un lungo corridoio centrale in discesa. La camera fu ritrovata completamente vuota, conseguenza di un antico saccheggio o dell’azione di tombaroli. Il nome fu dato in onore di Ildebrando di Soana, meglio noto come Papa Gregorio VII. La tomba fu resa nota da Gino Rosi nel 1925, il quale ne pubblicò un primo resoconto.

Oltrepassando la tomba del Tifone e seguendo la segnaletica si arriva ad una grande Via Cava chiamata appunto “Il Cavone”. Se la storia delle vie cave della zona è avvolta nel mistero, quella del Cavone date le sue dimensioni lo è ancor di più. Lungo circa un chilometro e largo dai due ai quattro metri, il Cavone può essere considerato un’autostrada rispetto alle altre vie cave del territorio di Sorano e Pitigliano che sono molto più corte e soprattutto più strette.

Le Vie Cave sono opere di origine etrusca uniche al mondo, un patrimonio di enorme importanza storico-culturale e suscitano un’attrazione irresistibile. Tra il territorio di Sorano e Pitigliano se ne contano alcune decine ed hanno dimensioni variabili (il Cavone a Sovana è sicuramente la più grande). Si possono percorrere a piedi o a cavallo e passeggiare lungo questi sentieri regala grandi suggestioni. Perché gli etruschi costruirono queste vie intagliate nel tufo è tutt’oggi un mistero, alcuni ipotizzano un uso sacro e funerario (quasi sempre sono vicine a necropoli), altre tesi sostengono fossero semplici vie di collegamento o addirittura opere per il deflusso delle acque. L’unica certezza è che dovevano avere una notevole importanza, (si calcola che solo per realizzare il Cavone siano state asportate 40mila tonnellate di roccia vulcanica).

Dopo aver visitato il primo settore della necropoli (Tomba Ildebranda) si può procedere a piedi sul percorso pedonale che fiancheggia la SP22 in direzione Sovana.

Dopo circa duecento metri si arriva al secondo settore della Necropoli che comprende la Chiesa di San Sebastiano, la Tomba della Sirena (la più importante), le Tombe a Semidado e la Via Cava di San Sebastiano.

La tomba della Sirena (III-II a.C.), si trova in cima ad un rialzo ed è una tomba a edicola interamente scavata nel tufo. La facciata riproduce una falsa porta, all’interno della quale vi è scolpita l’immagine del defunto rappresentato come simposiasta, la porta è guardata ai lati da due demoni, probabilmente Charun e Vanth. Il nome deriva dal fregio nel quale non si rappresenta una sirena, come comunemente noto, ma il mostro marino Scilla colto nell’atto di affondare una nave. Sopra l’immagine del defunto è ben leggibile la scritta “Vel Nulina”, “Figlio di Vel”. Un dromos particolarmente stretto conduce alla camera sepolcrale, la quale è disassata rispetto all’edicola. Le piccole dimensioni della camera fanno pensare a una sepoltura per un singolo individuo. La tomba fu descritta per la prima volta dal pittore inglese Samuel Aisnley il quale vi fu indirizzato dagli abitanti del luogo.

Continuando su questo sentiero, si raggiunge la necropoli di San Sebastiano, dove si può attraversare la Vie Cave omonima che taglia alcune tombe a camera di età arcaica per giungere infine ad un oratorio rupestre a due ambienti.

Orario

  • Orario continuato tutti i giorni 10:00-19:00 (ultimo ingresso consentito alle ore 18:00)

Biglietti

  • Biglietto intero € 5,00;
  • Biglietto ridotto € 3,50
  • Biglietto cumulativo:  € 10,00 comprende gli ingressi al Parco archeologico “Città del tufo”, al Museo del Medioevo con la Fortezza Orsini e al Polo Museale di Sovana con il Museo di San Mamiliano